Quanto costa un personal chef?

Un personal chef è un piccolo lusso, non ci piove.

Ma è anche un’esperienza unica e modellata esclusivamente su di te e per te. Nessun’altra soluzione, nel campo della ristorazione, può offrirti qualcosa di simile.

Leggi quanto segue, sono sicuro che ti sarà tutto più chiaro!

La questione, vista in quest’ottica, merita un approfondimento non scontato. Perché un personal chef, che non ha un ristorante e viene a casa tua sfruttando gas, luce, padelle e affitto, ti costa più di un ristorante?

La risposta è più semplice di quanto si creda e non c’è bisogno di inneggiare a materie prime d’eccellenza o millantando abilità da chef stellato. Bastano due semplici parole: tempo e disponibilità.

Appena mi indichi la data in cui tu vuoi organizzare la tua cena romantica o il tuo pranzo con amici, io so per certo una cosa: che quel giorno potrò lavorare solo e soltanto per te. Non ho il dono dell’ubiquità, non posso sdoppiarmi e andare a cucinare in un’altra casa. Tu sarai il mio unico cliente. Disponibilità, appunto. Io, per quella sera, sono soltanto tuo. Un ristorante, in qualsiasi giorno in cui è aperto, ha un numero di coperti magari variabile, ma di certo non lavorerà per un solo tavolo, due e neppure dieci.

Il ristorante, inoltre, vive di continuità. Lo chef decide un menù (che cambierà con la cadenza che sentirà necessaria) e a questo si attiene ogni giorno che dio manda in terra. Quando ti rechi in un  locale, ti sarà presentata una carta con una lista di piatti tra cui scegliere, ma senza ulteriori alternative. La cucina è in questo modo sempre preparata a qualsiasi tua comanda, certo, ma proprio perché non puoi uscire da ciò che vedi nell’elenco. Per spiegarla ancor meglio, se ti rechi in un ristorante normale, non puoi chiedere, di punto in bianco, un intero menù vegan, soltanto perché tu o il tuo partner avete deciso di diventarlo. Il povero vegan della coppia o del gruppo di commensali si beccherà l’immortale pasta al pomodoro e qualche contorno di verdura, perché la cucina non è in grado di far fronte a richieste estemporanee. Ed è anche giusto che funzioni così, dopo tutto, se no i poveri cuochi nei ristoranti impazzirebbero. 

La pianificazione, il fatto che la ristorazione di qualsiasi locale è un’attività a tempo pieno e quindi ottimizzata, il numero di coperti che di certo non si riduce a poche persone, i limiti naturali che un menù fisso impone, sono tutti i punti in cui un ristorante può risparmiare. I medesimi punti sono tutti quelli in cui un personal chef non riesce a risparmiare. La disponibilità implicita nell’offerta del cuoco a domicilio (totale disponibilità nei tuoi confronti) lo penalizza nel risparmio.

E poi il tempo. Mentre la cucina di un ristorante lavora sul medio periodo, avendo un menù fisso ben impostato, un personal chef lavora sulla tua comanda, perché non ha altri clienti. Fa la spesa, cucina le cose che può preparare per tempo, viene a casa tua, si arrangia nella tua cucina, pulisce tutto prima di andarsene. Come minimo, insomma, lavora per te e solo per te un’intera giornata. Se le persone sono di più, non è raro lavorare anche due o tre giorni in esclusiva per te e per i tuoi ospiti.

A tempo e disponibilità, caratteristiche che accomunano tutti gli chef a domicilio, aggiungo di mio qualcosa che gli altri non ti danno: la libertà. La libertà di poter fare ciò che vuoi, chiedere ciò che vuoi, di costruire il menù secondo i tuoi desideri. Perché io, si sa, cucino di te: progetto con te il menù che preferisci in assoluto, quello che più si avvicina ai tuoi desideri.

Se un giorno ti svegli con l’idea di provare il filetto alla Wellington che vedi in tivù, fatto da un saltellante Gordon Ramsay, puoi chiedermelo. È capitato. Puoi chiedermi quel piatto che ti era piaciuto tanto quando eri andato all’estero e di cui porti un ricordo indelebile. Anche questo è capitato, perché se affermi di offrire al cliente la totale libertà, alla fine gliela devi concedere davvero.

Prova a chiedere la medesima disponibilità a un qualsiasi ristorante che non abbia quel piatto in menù o a un altro personal chef, e poi mi fai sapere!

Anche la libertà ha un costo, perché non posso pianificare nulla. Senza menù fissi, non posso fare scorte, non posso conservare semilavorati, non posso fare nulla. Sono sempre senza rete.

Ma quanto ti costo, alla fine?

I prezzi dipendo da quello che vuoi e da come lo vuoi, comunque un idea te la farai continuando a leggere…..

Te la riassumo.

Per una coppia di persone, la cena o il pranzo vanno da un minimo di 90 euro a testa a un massimo che deciderai tu: se vuoi pasteggiare a Champagne, caviale e gamberi rossi, pagherai di più per queste materie prime costose.

Ma proseguiamo. Parlo, naturalmente, sempre di un menù classico, composto da antipasto, primo piatto, secondo piatto e dessert.

Per 2 persone il costo non puo’ essere inferiore ai 200 euro

Da 3 a 4 persone il prezzo a testa si aggira  sui 70 euro.

Dai 5 ai 10 arriviamo minimo   a 50/60 euro a testa.

Dai 10 ai 15 invitati  minimo 45 euro a testa

Oltre le 12 persone35-50 euro e scendere man mano aumentano le persone molto dipende davvero dal menù che sceglieremo. Restando sempre nella forma classica della cena (antipasto, primo, ecc. ecc.).

Alla fine del discorso, è opportuno riassumere con una sottolineatura. A causa del tempo, della dedizione e della libertà che concede solo a te, un personal chef costa di più quando le persone sono poche, mentre diventa sempre più conveniente quando le persone sono tante. Ma se mi hai seguito fin qui, hai finalmente anche compreso perché…………………

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